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Transphotographiques / Lille / Hauts-de-France
 

L’Informazione : La vecchia Max Mara rivive negli scatti di Francesca Bertolini

L’Informazione : La vecchia Max Mara rivive negli scatti di Francesca Bertolini

Torna a esporre in Francia la giovane artista reggiana

S’inaugura oggi al Palais des Beaux Arts di Lille la personale « Lieux de mémoire », che documenta lo stato della storica sede prima della radicale trasformazione

La Francia artistica ama le pere di Francesca Bertolini, la giovane fotografa montecchiese che con il suo rigoroso bianco e nero racconta storie, emozioni, sogni e realtà d’oggi odi ieri.

E’ proprio questo il caso del­la mostra ! Lieux de mémoire, che s’inaugura alla Maison de la Photographie, nel Palaz­zo delle lielle Arti di Lille: in cinquanta scatti, Francesei Ber­tolini ha colto il momento in cui la storici sede di Max Mara non era più una casa di moda, ma non era ancora diventata la sede d’una collezione d’arte contemporanea.

Quelle grandi stanze semi, buie, quei manichini accatasta­ti, quei bozzetti gettati sul pavi­mento rendono efficacemente l’idea di un’attività gloriosa che ormai non appartiene più a quelle mura, ma che fatica a staccarsene. Impressione confermata da quei tagli di luce.che finisco­no con il donare un ultimo sus­sulto di vita agli oggetti clic per tanti anni ermo stati d’uso comune in quegli ambienti. Si legge nella nota critica di Angela Madesani  » Neppure un’ombra di umanita affiora tra le pareti dei grandi spazi azien­dali fotografati da Francesca Bertolini. Nessuna traccia : solo oggetti ,carte, grucce per i vesti, poster con acconcia­ture di un altro tempo, telefoni polverosi, tavoli.

IN ITALIA
L’esposizione illusioni, dopo il successo in città, si è spostata attualmente a Villa Pomini di Castellanza, in provincia di Varese.

Bertolini in quegli spazi ha la­vorato per alcuni anni, la guar­dato a quel luogi en la malin­conia che assale ogni volta che ci si trova in un luogo dimesso dove si sono passati lunghi pe­riodi della vita. Ma il suo non è un lavoro teso a suscitare la la­crima, a commuovere banalmente. Sono immagini della memoria. Qui il tempo si è fer­mato.I lavoratori sono usciti il venerdì: hanno portato via giu­sto il necessario. E il lunedì lavo. rav anogià nella nuova sede del­l’azienda.

A un anno da questo abban• dono Francesca Ikrtolini è en­trata a fotografare delle assenze che nelle sue ininul4iti diventa­no presenze. Sono fotografie di sensazioni.di percezioni sottili.) luce è sempre natura­k:la luce artificiale avrebbe sve. lato una regia non richiesta. Sono solo fotografie di inter­ni, nessuno sguardo a quanto c’è oltre le finestre, alla vita che pulsa, al mondo che conti­nua a siveee.

Qui è scattata l’ora’t’e gli ambienti si sono svuotati. Da quel momento è iniziata.da un’altra parte, una nuova vita per l’azienda. Nelle sue immagi, nixostniite con cura, è il ten­tativo di il tempo della lìne. È un’attesa silente, immobile, che riesce a svelare la poe­sia delle piccoli:cose apparen­temente, ma solo apparente­mente, prive di significato.

Paolo Borgognone

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